Quaderno d’aprile 2

In pausa pranzo ho letto un interessante pezzo sull’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa attorno al violento sfruttamento minerario in Bosnia Erzegovina e i movimenti di resistenza locali.

Stasera partiamo per qualche giorno in montagna. Mi porto dietro Demoni, venti e draghi di Feniello, Sotto una stella crudele di Kovály e A proposito di Casanova di Szentkuthy; ho anche tirato fuori la Fenomenologia della percezione di Merleau-Ponty, comprato per tre euro al mercatino del Circolo ACLI di Lambrate, ma tempo al tempo. Sto inoltre centellinando con somma delizia il secondo volume dei Sonnambuli e penso andrò avanti così, qualche pagina al giorno, godendomi la lingua penetrante di Broch magnificamente resa da Ada Vigliani.
Non ricordo quando ho acquisito l’abitudine di leggere più libri in contemporanea; di certo non prima dei ventuno-ventidue anni. Per un lungo periodo ho letto in parallelo un testo di saggistica e uno di narrativa o poesia, e con il tempo il numero di volumi è andato aumentando fino a un massimo di cinque: come per chiunque dipende un po’ dai periodi, da quel che mi capita sottomano, dagli altri impegni. Rimpiango però, sempre come chiunque (o almeno così credo), gli sterminati pomeriggi estivi della tarda adolescenza in cui ero tutt’uno con un unico libro, per giorni, senz’altro desiderio di mondi che non fossero quello e quello soltanto: L’idiota di Dostoevskij, Il castello di Kafka, Dalla parte di Swann e All’ombra delle fanciulle in fiore, il volume verde acqua delle Opere di Rimbaud, Kerouac, Hemingway, Borges, Pavese e così via.

(02/04/26)