Quaderno d’aprile 30

Oggi Milano, prima dell’alba e anche più tardi, nel corso del mattino, era sferzata da un vento freddo e fuori stagione; il cielo screziato, mutevole, con striature rosacee. Arrivo così alla fine del mese e del quaderno, esperienza che non ripeterò: non sono tagliato per scrivere così spesso, benché sia stato un esercizio utile a modo suo.

Stamane è uscito sulla “Montréal Review” un mio saggio cui tengo molto, Freedom in a world too hot. Quanta libertà possiamo permetterci all’epoca del riscaldamento globale? Tento un’analisi e qualche risposta.

Domani è il Primo maggio: per riscoprirne le radici anarchiche, e come lettura meno istituzionale, suggerisco questo dossier di “A”.

Domani è anche il Bandcamp Friday: periodicamente la piattaforma rinuncia alla sua percentuale e invia tutti i ricavi delle vendite ad artisti ed etichette: dunque è un ottimo giorno per fare acquisti. Qualche consiglio alla rinfusa, tra cose vecchie e nuove: Doppelganger dei Curve, The Trials of van Occupanther dei Midlake, Leaves turn inside you degli Unwound, Something Worth waiting for dei Friko, Displacer degli Excepter, Redleaf di Hilary Geddes, Biokinetics di Porter Ricks, Audiotree Live dei Bear vs. Shark.

Nel mentre è arrivato Ombre corte di Benjamin, insieme a Le cose che non si vedono di Andy J. Pizza e Sophie Miller, che ho letto d’un fiato e consiglio a tutti i bimbi e i bimbi più cresciuti.

Penso che a breve rileggerò tutti i racconti di Fenoglio.

(30/04/26)