La letteratura non è cosa del presente. La letteratura non guarda al presente. Per meglio dire, la letteratura non guarda al presente con l’occhio del presente. La letteratura conosce quello che il presente ignora. La letteratura dice quello che il presente tace. […] Il dittatore è l’uomo del presente. Il dittatore è l’uomo del momento. Nessuno quanto il dittatore è legato all’attimo fuggente. Da qui la diffidenza — dei dittatori — per i letterati, per coloro che ignorano il presente e guardano di là dal presente.
[…]
Io che godo di questa felicità, vorrei che tutti gli uomini ne godessero egualmente; vorrei staccarli dal presente, allontanarli dal presente — liberarli. Perché la libertà è anche questo: allargare tanto intorno a sé la circonferenza di vita, che le necessità materiali si sperdano e scompaiano. Il presente è un cattivo consigliere.
Alberto Savinio, Sorte dell’Europa.
(22/01/26)