Luigi Fabbri, che disse no

Luigi Fabbri

(murale dedicato a Fabbri presso l’omonima biblioteca di Bologna)

Credo sia abbastanza nota, anche per merito di un bel libro di Giorgio Boatti, la storia dei dodici soli professori universitari che, su più di mille, rifiutarono di firmare il giuramento di fedeltà imposto dal Duce nel 1931. Molto meno nota è la storia di chi, maestro elementare, rifiutò di giurare al re e alle leggi dello Stato nel 1925, quando l’obbligo di due anni prima venne esteso agli insegnanti comunali. Secondo i ricordi di Luce Fabbri furono soltanto in due: un insegnante meridionale testimone di Geova e suo padre, l’anarchico Luigi Fabbri.

Traggo queste notizie dal notevole saggio di Lilith Verdini dedicato proprio alla pedagogia e alla pratica d’insegnamento di Fabbri — un intellettuale libertario di primissimo piano che non sacrificò mai la sua vocazione di insegnante, e nella divulgazione si occupò anche di questioni che molti altri teorici avrebbero snobbato (come criticare l’abuso di fasce di contenimento e consigliare il tipo giusto di pannolini da usare).

Scrive Verdini, a proposito della scelta:

Per il maestro Luigi Fabbri non si trattò di espletare una formalità; non accettò di sottoporsi all’umiliazione di mettere da parte la propria coscienza per poter lavorare. Avrebbe potuto pronunciare il giuramento senza crederci e continuare a insegnare sotto il regime fascista, non mettendo a repentaglio il sostentamento della famiglia. Scelse invece diversamente, non prestando il giuramento richiesto, coerentemente con l’uomo che era e con le idee anarchiche che aveva professato fin da ragazzo e per le quali si era impegnato in una costante pratica quotidiana.

Il rifiuto, la sospensione e la definitiva espulsione dal corpo docenti nazionale avvennero proprio cent’anni fa, tra il febbraio e il luglio 1926. Dopo un periodo di grande precarietà e preoccupazioni, Fabbri e famiglia si stabilirono a Montevideo dal maggio 1929; qui l’anarchico poté riprendere a insegnare in un istituto italiano ancora indipendente, e qui morì nel 1935.

(19/02/26)