Per certi versi, anche l’educazione la rispetto della natura di cui tanto sentiamo parlare nelle nostre società desacralizzate e il riconoscimento di diritti dell’ambiente naturale non fanno che confermare una condizione di scambio impossibile da risolvere in semplice dominio. Ben diverso è invece il rapporto con gli altri animali, un rapporto che racconta la storia di un continuo ampliamento del nostro potere nei confronti di individui classificati come utili o inutili o ritenuti sempre incapaci di presentarsi come attori nel gioco del “dare per avere”. La guerra “giusta” contro gli animali è tale proprio perché essi non hanno nulla da concederci che non possa essere preso, manipolato e migliorato senza il loro consenso, rendendoli oggetto di un discorso intorno e interno alla giustizia da cui perennemente sfuggono.
Colombo-Mormino-Piazzesi, Dalla predazione al dominio.
(13/07/26)