I guess happiness is not a state you want to be in all the time

schiavone, belushi

Domani esce in tutte le librerie e fumetterie Belushi. In missione per conto di Dio, fumetto scritto da Alberto Schiavone e disegnato da Matteo Manera.

(Sì, Alberto è un mio caro amico e sì, è un altro fumetto pubblicato per edizioni BD: per la full disclosure, vale quanto scritto per Danilo un anno fa).

Il libro, come avrete intuito, parla di John Belushi. Lo fa con uno equilibrio originale fra parole e immagini: più che un fumetto vero e proprio è un po' una storia raccontata per flash e quadri, ogni capitolo introdotto da un breve riassunto della vita del grande attore - dagli inizi, giovane giocatore di football innamorato della recitazione, alla fine terribile.

C'è una cosa in cui Alberto è molto bravo: raccontare la solitudine. Lo fa senza sbracare, senza risultare patetico o noioso: ha sempre un sorriso autoironico anche quando scende nell'abisso. E l'anima di John Belushi sembra fatta su misura per la sua inventiva stringata e veloce - cui le immagini di Manera aderiscono alla perfezione. Perché è condannata a una solitudine senza fondo, ma resta sinceramente immersa nelle risate. Tutti gli sketch di Belushi (dai classiconi di Animal house e dei Blues brothers a quello delle api assassine) non sono il controcanto o la semplice "parte esterna" dell'uomo tormentato e divorato dall'alcool; i due aspetti sono legati.

Il Belushi di Alberto è grandioso, fa morire dal ridere e fa stringere il cuore esattamente nello stesso tempo - e mi sembra una rappresentazione molto realistica di questo grande artista. Sarebbe stato facile cadere dal crinale e decidere di dare più peso a una parte o all'altra. Alberto e Matteo invece si tengono in equilibrio: ed è la magia di questo libro.

Forse la parte visivamente più bella sono le tavole in cui Belushi fa Joe Cocker. Ma il mio capitolo preferito è il quarto, dedicato a John e Judy e scritto dalla prospettiva di lei. Con pochissimi tratti Alberto e Matteo raccontano quanto può essere profondo e quanto può essere atroce amare una persona di talento che ha deciso - o non può fare a meno - di autodistruggersi.

schiavone, belushi

(19/11/2014)

Rassegna stampa domenicale (09-11-14)

[Avviso: domenica prossima (e forse anche quella dopo) è molto probabile che la rassegna salti Scusate, ma è un periodo così.]

Un gran pezzo del sempre bravo Alessandro Gilioli sul problema casa e le occupazioni.

Sei una donna? Guarda come scende la tua retribuzione in Inghilterra. (Ma temo che il discorso possa essere facilmente ampliato).

Giovanni Giovannetti: l'Italia salvata dagli immigrati.

Un magnifico reportage di Alessandro Leogrande, Fabio Zayed e Maila Iacovelli sui reparti confino delle fabbriche italiane.

Il discorso del papa ai movimenti sociali merita di essere letto, laicamente e con serenità. Contiene molti spunti interessanti.

La bella lettera di scuse dell'agente Francesco Nicito sulla deriva della polizia e il caso Cucchi. E in aggiunta consiglio di leggere Bruno Giorgini, che su Q Code Magazine ricorda le sperimentazioni interessanti degli anni Settanta sul sindacato di polizia, e invita a "riprendere un discorso sulla democrazia dei corpi separati dello stato".

Sul "fascino estremo dell'essenziale", da Into the wild a Sylvain Tesson: Valentina Pigmei per Pagina99, ora su minima&moralia.

"In via Leoncavallo 12 meno di dieci anni fa si organizzava il traffico di droga tra Milano e Palermo. Da oltre un anno è qui che l’associazione Terza settimana gestisce il primo social market della città, con pane e latte a prezzi scontati, se non gratis per chi ha serie difficoltà economiche." Ben fatto.

E sempre a Milano nasce Area M, un progetto per creare un quartiere della musica jazz nella zona Città Studi.

Boxe: su Vine c'è una combinazione di Bernard Hopkins che lascia sbalorditi.

Scrittori e macchine da scrivere, in una bella gallery del Guardian.

Non conoscevo To be continued, il fumetto all digital di Lorenzo Ghetti e Carlo Trimarchi. Ora lo conosco; è davvero ben fatto.

Il crollo del banner pubblicitario sul web.

E infine, date una mano alla ricerca scientifica con il simulatore di pogo!

(09/11/2014)

Il nostro bisogno di Stig Dagerman

Questo weekend su "Pagina 99" parlo del mio amato Stig Dagerman in occasione del sessantesimo anniversario della sua morte (il 5 novembre 1954).

E' un pezzo cui tengo davvero molto.

Ricordo di Stig Dagerman di Giorgio Fontana

(08/11/2014)

Imperfetti e giovani

Sono da sempre un sostenitore della rilettura in fase di stesura. Rileggere, riscrivere, rileggere, riscrivere: non è mai abbastanza, non è mai giusto fidarsi ciecamente del proprio istinto.

Il problema è che quando una cosa è pubblicata si tende (per un istinto opposto, a mio avviso corretto) a dimenticarsene, per guardare avanti: occuparsi del prossimo romanzo, articolo, saggio. L'idea di rileggersi a distanza l'ho sempre pensata come un esercizio di indulgenza verso di sé, o un bisogno di ricostruire un percorso ben delineato, o peggio ancora un istinto di malcelata soddisfazione.

Ma stasera, dando gli ultimi ritocchi alla nuova impaginazione del sito e riorganizzando i contenuti, ho riletto alcune cose che scrissi qualche anno fa. E mi sono sembrate brutte, male argomentate, spesso spinte dalla rabbia. Così ho continuato, e ho riletto, riletto un po' di tutto, e risfogliato cose vecchie, e così via: e benché alcune volte abbia detto okay, questo va bene, per altre mi sono riscoperto non solo imperfetto, ma anche molto superficiale e un po' cretino. Un giorno forse dovrei farne l'elenco, con delle correzioni a posteriori.

E certo va bene, benissimo: vuol dire che sono cresciuto. Ma anche non va bene, perché avrei voluto essere migliore, e invece quelle cose le ho pubblicate, su questo sito o su delle riviste o su dei libri. Non che possa farci nulla, e in un certo senso è una banalità assoluta: si sbaglia e si migliora. Ma è anche fondamentale rendersi conto di avere sbagliato. Non solo nei modi, ma anche nella sostanza.

Insomma: questo solo per dire che occorre sì avere comprensione per il se stesso che si era: ma anche enorme autocritica. E che ogni tanto è bene rileggere quanto si scrisse anche tempo addietro: non si scopre mai abbastanza quanto si è cretini, o imperfetti, o semplicemente giovani.

(02/11/2014)

Rassegna stampa domenicale (02-11-14)

Quattro pezzi sulla sentenza di appello del caso Cucchi, che assolve tutti gli imputati: Adriano Chiarelli per minima&moralia; la coordinatrice nazionale di Antigone Susanna Marietti su Pagina99; Manconi e Calderone sul manifesto; Tommaso Leso per Gli stati generali. Ma ricordiamo anche questa foto oscena e queste parole oscene.

"Insomma, tutti i dubbi sollevati in questi anni dagli amministratori e dagli abitanti della Valsusa circa l'utilità dell’opera e la sua fattibilità economica pare stiano diventando sempre più presenti nell'agenda politica italiana ed europea." Sentori di marcia indietro sulla Tav.

La battaglia sul corpo di Marta, di Roberto Ciccarelli.

Un'intervista a Gabriele del Grande, regista di Io sto con la sposa.

In Sud Sudan, in un clima di violenza e repressione, una libreria. "Literacy rates are very low in South Sudan, she says, sitting on a wooden bench at Leaves bookshop in the capital Juba. It’s to create a way for people to see that reading is a pleasurable thing; it’s something that can give you some advantage personally and professionally."

E sempre a proposito di librerie, Giulio d'Antona ha intervistato il manager di Strand a New York, Carson Moss.

"Com’è facile capire, nel momento in cui si assume come base stipendiale del nuovo sistema al 1/9/2015 l’attuale stipendio dei docenti italiani – basso, come si è detto, e congelato dal 2009 –, di fatto viene meno fin da principio ogni reale possibilità di miglioramento sostanziale della loro condizione economica." Claudio Giunta sul rapporto La buona scuola e altro ancora.

Due riflessioni interessanti che vanno contro la logica binaria "o con Renzi o con Camusso": una è di Christian Raimo e una, più breve, di Michela Cella.

A Bari si è creata una rete di produzione autonoma di salsa di pomodoro per sfuggire alle maglie del lavoro sfruttato: "In che modo Netzanet cerca di raggiungere i suoi obiettivi? Acquistando la materia prima da cooperative e imprese agricole che non reclutino manodopera attraverso le pratiche del caporalato e non facciano sfruttamento di manodopera agricola; recuperando e riutilizzando i locali dove un tempo aveva sede il Liceo Socrate di Bari, utilizzato come sede della trasformazione della materia prima, nel rispetto delle condizioni igienico-sanitarie ed assistiti da personale qualificato; riciclando bottiglie di birra per il confezionamento delle passate di pomodoro; includendo nel progetto anche migranti e rifugiati politici che in passato sono stati vittime dei caporali."

I Fugazi pubblicheranno i loro primi demo.

Dodici tavole di Seconds, il nuovo fumetto di Brian Lee O'Malley.

Un bel pezzo su Bernard Hopkins, pugile quarantanovenne, "il più anziano campione nella storia della boxe".

Un'intervista a Joe Sacco.

Che lingue si parlano nella rete metropolitana di Londra? E come sono distribuite?

E per finire, la fantastica storia di Carlos Henrique Kaiser. Un genio: si è finto calciatore per vent'anni e ha militato nelle migliori squadre brasiliane - senza mai fare alcunché. "C’era anche un immagine pubblica da curare. Per alimentare la sua fama, si presentava agli allenamenti del Flamengo con un enorme telefono cellulare – che all’epoca rappresentava un alto status sociale – e fingeva telefonate in inglese affermando che erano grandi club europei interessati al suo ingaggio. I compagni e lo staff tecnico gli hanno sempre creduto, finchè un dottore che aveva vissuto in Inghilterra rivelò che le sue conversazioni erano totalmente senza senso."

(02/11/2014)

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