|
Come ti muovi, hai l'impressione di colpire qualcuno. Ogni tuo gesto affonda o nel compromesso - e dunque, in qualche modo, nella valorizzazione di un sistema sbagliato - oppure cade nel vuoto. Cerchi di imparare e fare del tuo meglio, ma ti è richiesto molto spesso il peggio - e l'impressione è che questo trend aumenti di giorno in giorno. Uno strato virale ha sepolto non solo le cose in cui credevi (figuriamoci), ma anche i gesti più semplici. Comprare la verdura. Andare a lavoro. Parlare con la gente. Come ti muovi, come ti muovi hai l'impressione di sbagliare, che ci sia un errore di fondo incastrato in ogni singolo spostamento del tuo essere. Del resto, rimanere immobili è impossibile.
Che fare?(09/05/08) |
|
La presenza correttiva degli Afterhours nel panorama musicale italiano: l'unico gruppo assurto allo status di culto ("la miglior rock band del paese") senza alcuna concessione al mainstream: mai: non quando cantavano in inglese e poi sputavano fuori Germi, a mio avviso ancora il loro album migliore, il più essenziale e irredento, il più diretto, sale sul sangue - né in seguito, coi capolavori per la Mescal - né tantomeno ora, approdati alla Universal - etichetta mainstream per eccellenza - sfornando un disco che di pop non ha assolutamente nulla.
Ciò che è veramente alternative rock: eterna ricerca e ricostruzione, una storia discografica fatta di passi a destra e sinistra, ricca di introspezione e furore insieme, costantemente disposta a interpretarsi e osare, dal punk al noise al grunge al rock classico ai cantautori nordamericani. Libertà di essere sempre incazzati e se stessi. Varie ed eventuali.
E' solo febbre: il primo singolo, il video delirante su youtube, il bellissimo riff della strofa in 9/4 (in 9/4), un bridge d'archi che salgono dal nulla, e un ritornello che definire estremo è poco. Vi sembra un singolo?
I milanesi ammazzano il sabato, la title track, con quell'arpeggio che mi ha ricordato istantaneamente la loro cover di Shadowplay, una notte d'estate di svariato tempo fa, una cosetta senza catarsi o dove la catarsi è implicita in una sorta di forma di rassegnazione, con quel ticchettio che avanza fra una strofa e l'altra, la mia casa a un chilometro da qui.
Non riesco a capire se si tratti di un album di passaggio, di una ricostruzione, di un divertissement, di un punto d'arrivo. (Ma ci sono mai stati punti d'arrivo per questo gruppo, anche provvisori?) In un certo senso trasuda maturità, ma è una maturità stranissima e sghemba - Ballate per piccole iene era un album associabile a tale concetto, non questo - questo è una rivisitazione adulta di influenze giovanili, difficile da decrittare.
Orchi e streghe sono soli. Il ritorno alla favoletta.
Manca una vera grande ballata. In ogni disco degli Afterhours c'era il momento in cui Manuel voleva straziarti, e lo faceva - come nessun altro. Probabilmente quel ruolo è ora ricoperto da Musa di nessuno, ma non regge il confronto con i vertici del passato. Manca l'affondo lento al cuore.
In definitiva, riesco a penetrare questo disco fino in fondo. Anche dopo il ventesimo ascolto, anche incrociando gli ascolti al mattino con l'ipod o la notte seduto sul letto o la sera per evitare di legare canzoni e momenti, la sfinge continua a rimanere muta, o dare le solite indicazioni sommarie - alt rock, grida, arrangiamenti strambi, giocoleria, incisività, concetti che mancano comunque il bersaglio, perché superficiali.
O forse semplicemente sto invecchiando e ogni nuova canzone del mio gruppo italiano preferito mi riporta necessariamente indietro, ma chi si guarda alle spalle diventa una statua di sale.(06/05/08) |
|
Prima e sostanziosa anticipazione. Novalis sarà protagonista al Trailers FilmFestival che avrà luogo come ogni anno a Catania (dal 25 al 27 settembre). La rassegna organizza un concorso dedicato alla realizzazione di un booktrailer: e quest'anno, il book è il mio.
Il comunicato stampa lo trovate ad esempio qui. E il bando sarà online da domani, sul sito del Festival. Inutile dire quanto sia contento. Giù il cappello e mille ringraziamenti all'organizzazione!(29/04/08) |
|
|
Alberto Garlini ha chiesto agli scrittori invitati a Pordenonelegge un pezzo che definisse la propria idea di scrittura. Il tutto doveva partire da un'unica parola-simbolo. Io ho scelto vanga, il mio pezzo lo trovate qui, e lo riporto nel seguito del post...(28/04/08) |
|
|
Dunque, le notizie davvero importanti sono fondamentalmente due. Due notizie per due libri.
Il primo è il mio nuovo romanzo. Si chiama Novalis e sarà edito da Marsilio. Dovrebbe uscire a settembre, non so ancora di preciso quando. E' un libro strano, veloce e molto nero, ma al contempo pervaso da una luce tutta particolare. Una specie di lamata. Al momento lo sto rivedendo. Devo aggiustare alcune scene e dare una quadratura finale alla lingua. Ma ci siamo quasi.
Il secondo è un reportage alternativo, che sto scrivendo su proposta dell'editore stesso, e cioè Terre di Mezzo. L'idea è di raccogliere una manciata di storie di immigrati che vivono a Milano - narrarle in terza persona, con ritmi un po' diversi dalla consueta docufiction, e cercare di far emergere quelle "città nella città" che vengono tracciate dai loro passi. Un bel progetto. Sono circa a metà del lavoro. Per quanto concerne la pubblicazione, dovrebbe oscillare fra fine anno e l'inizio del 2009.
Al più presto, per entrambi i pargoli in gestazione, notizie sul work in progress. In alto i calici.
(16/04/08) |
|
|