E questo, l'hai visto? (13-04-2015) + bonus

Nella nuova puntata di E questo, l'hai visto? ci sono molte cose: Camus e Brassens, l'uomo che ha filmato l'omicidio di Walter Scott, la strada verso Garissa, i seimila paesi fantasma italiani, la sessione del Tribunale permanente dei popoli sulla Tav, eccetera.

Come bonus, vi consiglio anche la lettura (sempre su Internazionale) del bellissimo giro dell'Italia in 80 librerie di Nicola Lagioia. Un lungo e appassionante reportage - un vero e proprio viaggio sentimentale - sulle realtà indipendenti che hanno a che fare, a vario titolo, con la lettura nel nostro Paese; e insieme un percorso attraverso il senso e i mezzi con cui uno scrittore può riattivare in prima persona tale mondo.

Naturalmente l'articolo di Nicola mi ha colpito anche per una ragione personale: da circa un anno a questa parte faccio la sua vita - ogni settimana sono in giro per presentazioni e incontri, e nel resto del tempo lavoro. Negli ultimi mesi ho deciso di mettere dei paletti e non prendere più appuntamenti fino a data da destinarsi, e rispettare solo quelli già fissati in precedenza. Per quanto possa apparire antipatica o radicale, questa decisione ha un motivo essenziale (oltre alle ricadute sulla mia vita privata): non riesco più a scrivere come vorrei, con la concentrazione necessaria.

Di fronte a un pericolo del genere non ho visto né vedo altre soluzioni se non quella di tornare all'isolamento. La paura di sacrificare la parola scritta su quella orale è troppo grande, è concreta, ed è anche figlia di un periodo in cui la figura dello scrittore-che-appare sta rimpiazzando una volta per tutte quella dello scrittore-che-scrive-e-basta. Il che è comprensibile, fa parte del gioco, ma deve avere dei limiti: non si tratta di alzare barriere o edificare torri d'avorio; si tratta di rimettere in ordine le priorità.

Leggendo il reportage di Nicola, però, ho anche capito quanto sia stato importante girare l'Italia quest'anno. Quanto sia stato prezioso scoprire - in mezzo a commenti ed editoriali e retorica comune di stanchezza e ignoranza e crisi - librerie e associazioni e gruppi di lettura e scrittori e lettori e così via che credono fermamente in un'idea della cultura non banale, appassionata e sincera. Un'idea che non si lascia ridurre alle iniziative becere che piovono dall'alto (vedi la lunga critica a #ioleggoperché) e che resiste con dignità e voglia di fare.

Continuo a pensare che il dovere di uno scrittore sia semplicemente quello di scrivere bene; e più che mai al momento questa priorità per me si accorda a un bisogno di raccoglimento. Certo, potrei andare avanti per altri sei o nove o dodici mesi a parlare di Morte di un uomo felice, ma sarebbe sbagliato innanzitutto nei confronti dei miei lettori: a loro prometto nuove storie, non continui ricami e discussioni su una storia già raccontata (e che compie giusto un anno fra nove giorni).

Ma sarebbe davvero stupido, una reazione dettata dalla stanchezza o dal desiderio di silenzio, disperdere il valore di quanto ho visto e vissuto quest'anno. Il fatto che il mio viaggio per l'Italia che legge stia per finire - quantomeno con i ritmi sostenuti finora - non ne esaurisce o banalizza il significato, e per questa coscienza devo rendere grazie a Nicola. L'aver capito una volta per tutte che non si è trattato solo di un lungo "tour promozionale", ma un'immersione nel corpo dell'Italia che legge innanzitutto perché ama leggere: un patrimonio inestimabile.

(13/04/15)

E questo l'hai visto? (06-04-2015)

Podemos, automi medievali, diseguaglianza del sonno e della morte, i 50 anni di "linus", la High Line di New York eccetera eccetera. Buone letture.

(06/04/2015)

E questo, l'hai visto? (29-03-2015)

Fiabe dei Grimm, sbronze a Las Vegas (e cure per i postumi), l'impero concettuale di Tripadvisor, l'idea di banlieu, Boulez a 90 anni e tanto altro.

(Lo so, questo sito ormai sta diventando solo un posto dove ribatto link di cose scritte altrove e poco altro. Purtroppo non ho molto tempo - né idee di valore - per aggiornarlo con costanza).

(31/03/2015)

E questo l'hai visto? (22-03-2015)

Cronache da Blockupy Frankfurt, un'analisi deleuziana di Better call Saul, la situazione in Libia, il primo mago americano, un ricordo di Andrew Wood, 50 EP da ascoltare e altro ancora.

(22/03/15)

E questo l'hai visto? (15-03-2015)

il bombardamento su Tokyo del 1945, la democratura in Italia, gli interventi parlamentari di Lucio Magri, il Project Vox, i graffiti di Tor Marancia e altro ancora. Buona lettura.

(15/03/15)

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