Joseph Roth

joseph roth

Esattamente centoventi anni fa nasceva Joseph Roth, uno dei miei scrittori preferiti. In genere lo si ricorda come "il cantore della finis Austriae" o un robusto narratore mitteleuropeo (Ladislao Mittner gli dedica uno spazio piuttosto misero nella sua Storia della letteratura tedesca): ma per me Roth è sempre stato molto di più.

Innanzitutto, è raro trovare in uno scrittore un simile amore per i propri personaggi: una simile capacità di plasmarli, dare loro ritmo, inserirli in storie che si spezzano e si riannodano di continuo. Ecco, se un servizio andrebbe reso a Roth è quello di badare molto meno allo sfondo che pure dipinge con grande maestria, e molto di più ai dettagli che ci offre. Alla sua lingua concisa ma mai banale. Alla sua capacità di tratteggiare un individuo in pochissime righe.

In secondo luogo, se ci si sofferma con un po' di pazienza sull'intero arco della sua produzione, si scopre uno scrittore che ha sempre saputo declinare un personale tocco, un'identità precisa, in una sorprendente quantità di forme. Basti pensare al Roth giornalista e reporter (A passeggio per Berlino, Ebrei erranti), al Roth quasi dostoevskijano o comunque "russo" (Confessioni di un assassino, Il profeta muto), al Roth bozzettista (Al bistrot dopo mezzanotte, Le città bianche), al Roth quasi biblico o apologeta (Giobbe, La leggenda del santo bevitore), al Roth più classico e celebrato, quello schiettamente "asburgico" (La marcia di Radetzky, La cripta dei cappuccini)...

Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti, e questo anniversario cade a pennello per consigliarvi di aprire lo scrigno della sua opera e dargli una chance.

Per me resta indimenticabile un suo romanzo in particolare: Fuga senza fine. La freschezza che sprigiona ancora oggi lascia davvero interdetti. E sebbene, come argomentavo nella mia proposta di lettura per i "Piccoli maestri", non si dovrebbe mai misurare un libro a seconda della sua attualità, non è difficile per un trentenne di oggi specchiarsi in Franz Tunda. Nel modo in cui cambia vita, amori e identità di continuo, viene bruciato dalle fiamme che lo attraversano, e non giunge mai a un porto certo:

Aveva bisogno, per godere a pieno, di situazioni più complicate. Aveva bisogno dell’atmosfera di intricate menzogne, di falsi ideali, di salute apparente, di marcio persistente, di fantasmi imbellettati, dell’atmosfera dei cimiteri che hanno l’aspetto di sale da ballo o di fabbriche o di castelli o di scuole o di salotti. Aveva bisogno di aver vicini i grattacieli, di cui s’intuisce la caducità e la cui durata è tuttavia garantita per secoli.

Certo le avventure raccontate in Fuga senza fine sono di tutt'altra risma, ma l'inquietudine che questo romanzo irradia non mi è mai parsa molto distante - anzi. La superfluità di cui si fa carico ed è testimone a fine libro è qualcosa che ci riguarda in prima persona: così come il suo coraggio, la sua determinazione, il suo caos.

L'Europa intanto traballa come traballava tanti decenni fa? Proviamo a rileggere Joseph Roth. Torniamo ai suoi viaggiatori incarogniti, ai suoi rabbini devoti e sofferenti, alle sue rivoluzionarie indomite, al suo cosmopolitismo nostalgico, al suo romanticismo ribelle, alle sue birrerie, ai suoi wurstel col rafano, ai suoi ufficiali austriaci che vedono un mondo liquefarsi, alle sue locande di confine, alla sua Polonia, alla sua Parigi, alla sua Ungheria, ai suoi cappellai, ai suoi imperatori, ai suoi pazzi, ai suoi principi russi, ai suoi amori strappati di colpo, e al diavolo del suo Mendel Singer che è più benigno di Dio, perché "siccome non è così potente, non può essere così crudele".

(02/09/14)

 
Rassegna stampa domenicale (31-08-14)

Annamaria Rivera sulla continua strage di migranti nel Mediterraneo e le responsabilità dell'Europa: "abbiamo il dovere d’insistere, se vogliamo diser­tare dalla guerra con­dotta con­tro i nuovi dan­nati della terra".

Il 29 agosto 1920 nasceva Charlie Parker. Ascoltatevi un classicone: Anthropology.

Un pensatore da ricordare, amico del mio amato Nicola Chiaromonte: Andrea Caffi.

Giorgio Salvetti del "manifesto" si è tolto la vita il 27 agosto. Il ricordo e il lutto della redazione.

Il "discorso" che prima o poi, secondo Bijan Stephen, ogni ragazzo nero in America si sente fare: "it's odd to grow up not really believing that the various protections enshrined in law apply to you".

Daniel Vaughn, che ci crediate o meno, è il barbecue editor del "Texas Monthly". Un lavoro interessante, a parte i danni alla salute.

A Natale torna Black Mirror.

L'ars moriendi nel XXI secolo: Derek Ayeh su The New Inquiry.

Come impedire un arresto di massa in caso di manifestazione di attivisti.

La "New York Review of Books" recensisce un libro di cui lessi un piccolo estratto, e non vedo l'ora di leggere per intero.

Un po' di buona musica in uscita a settembre.

(31/08/14)

 
Camere separate

Ringrazio il Mucchio, che mi ha ricordato il venticinquennale di un romanzo che amo molto: Camere separate di Pier Vittorio Tondelli.

E quando si accorgeva che Thomas aveva superato il momento critico, allora gli andava vicino e gli stringeva solamente la mano dicendogli: "Abbiamo bisogno di tempo. Di mettere tempo fra noi. Di vivere insieme, di viaggiare insieme, perché il nostro pensiero riconosca istintivamente l'altro; e lo riconosca come una presenza automatica di consuetudine e di affetto. Abbiamo bisogno di molto tempo per accettare la brutalità del fatto di non essere più soli.

Se non l'avete ancora letto, fatelo.

(28/08/14)

 
Rassegna stampa domenicale (17-08-14)

Il reportage sullo Stato Islamico a cura di Vice è impressionante, spaventoso, e assolutamente da guardare per comprendere i termini del problema.

Qualche pezzo interessante sui fatti di Ferguson, dove le proteste continuano dopo l'introduzione di un coprifuoco. Il resoconto di Rembert Browne su Grantland ("At that moment, I didn’t feel like a journalist. [...] I was just a black man in Ferguson"); l'editoriale di Global Project; la questione apparentemente lontana ma in realtà strettamente connessa della net neutrality e dell'informazione; il recap di Mother Jones dei quattro uomini neri disarmati uccisi dalla polizia americana nell'ultimo mese; e l'editoriale di Slate.

Notizie dal Chiapas e dagli zapatisti: la condivisione di tutte le ribellioni.

Il futuro del Teatro Valle dopo lo sgombero.

"Ci chiediamo perché dopo il primo milionesimo di secondo successivo al Big Bang, la materia abbia “prevalso” sul suo opposto, l’antimateria — l’atomo sull'antiatomo, l’elettrone sull'antielettrone — e dato vita in pochi minuti all’Universo così come lo conosciamo. Cerchiamo tracce dell’antimateria primordiale." Parla il premio Nobel per la Fisica Samuel C. C. Ting.

Un'interessante intervista a Massimo Fini, per lo più sul mestiere del giornalista (o quel che ne rimane).

Per due giorni di fila, Mat Honan ha messo "like" a qualsiasi cosa trovasse sulla sua timeline di Facebook. Ecco cos'è successo.

Gli X-Men come icone dei brani degli Smiths.

(17/08/14)

 
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