Chi è che ha detto che “la verità sta quasi ai margini?” Non lo ricordo più; forse è addirittura una di quelle frasi che ci si inventa senza rendersene conto, per dar forza una volta al proprio discorso o per chiarire il proprio pensiero.
Come che sia, il concetto mi sembra sempre più valido; bisognerebbe “tirarsi fuori” fino al punto in cui ci si neghi alle compromissioni delle morali correnti e obbligate, ma senza arrivare al punto di estraneità e assenza di dialogo con i “centri”, o quegli ammassi di complicità/falsità/rapina (grande e piccola non cambia) che si definiscono “centri”. Ma senza il compiacimento dell’emarginazione, e senza il disprezzo per gli insiders: cercando il dialogo, provocandolo, e avendo qualcosa da proporre.
Goffredo Fofi, Pasqua di maggio.
(03/06/26)