Oggi ho compiuto quarantacinque anni e confido solo di non essere mai più chiamato “giovane scrittore”, ciò che sono da vent’anni circa per il paternalistico mondo delle lettere italiane. Il primo regalo in ogni caso me l’ha fatto l’Inter con lo sbalorditivo ribaltone di ieri sera.
Per il resto mi sono preso un po’ di tempo per finire Broch e riascoltare Inception del trio di McCoy Tyner (non lo ricordavo così delicato) e la Seconda di Brahms diretta da Karajan con la Berliner (la ricordavo così meravigliosa).
(22/04/26)