Lewis, Brahms


Fra i vari ascolti dell’anno appena passato torno spesso su queste interpretazioni del tardo Brahms. Sono brani notissimi, incisi decine di volte: e basti pensare alle letture ormai classiche come quelle di Kempff, Lupu, Hough o Gilels. In mezzo a tanta grazia Lewis non sfigura affatto, trovando anzi un equilibrio ammirevole fra intimismo e agilità, riuscendo a esprimere perfettamente, almeno a mio avviso, il carattere elegiaco di questi capolavori senza mai scadere nel patetico.

(08/01/26)