La gente comune

Avevo capito subito che, come sempre, le conseguenze sarebbero cadute sulle spalle della gente comune, di chi non aveva privilegi. Soprattutto le persone più povere che vivono in campagna o nei paesi: contadini, autisti di autobus, operai, guardie private, gente così. L’Ucraina profonda di cui ho sempre scritto. Rispetto a loro, la gente come me o come il figlio del contadino richiamato ha la fortuna di poter sparire, di poter “aspettare il proprio turno” a oltranza. A noi non ci trovano, a meno che non ci arruoliamo da volontari. Possiamo benissimo restarcene a “combattere sul fronte delle notizie”, “sul fronte dell’economia”, in tutti quei settori dove “c’è più bisogno di noi” e dove il nostro lavoro “ha più valore” (le solite frasi standard). Sì, avrei potuto benissimo continuare a scrivere, soprattutto post e articoli, come facevo prima dell’invasione delle Tenebre.
Ma la vita, come al solito, ce la rimette la gente comune.

Artem Chapeye, La gente normale non va in giro armata.

(10/09/26)