Harraga

C’è una parola in marocchino che definisce quello che ho fatto e che fanno tantissimi ragazzi: harraga. È impossibile da tradurre. Non si può usare harraga per qualcuno che arriva in modo legale, con un visto, un contratto o un decreto flussi. Dentro la parola harraga c’è il verbo “bruciare”. Qualcuno la traduce con “clandestino”, qualcuno con “bruciare la frontiera”. Per me dietro alla parola harraga c’è una persona forte, su cui puoi fare affidamento.

Dal racconto di Zakaria, arrivato da El Jadida a Fnideq, da Fnideq a nuoto fino a Ceuta, da Ceuta in Spagna e quindi in Francia e Italia dove tuttora vive e lavora. A proposito di quel che è successo a Ceuta in questi ultimi giorni.

(07/08/26)