In settimana ho fatto una lunga chiacchierata con Chiara Beria di Argentine, che ne ha tratto un pezzo per la sua rubrica “Di profilo”, uscito oggi su “la Stampa”. Il titolista (ignoro chi sia) ha deciso di intitolarlo Fontana, il baby scrittore che assomiglia a Sciascia.
La seconda parte del titolo è un’opinione che, come ho già scritto e detto qui e là, mi sembra abbastanza fuorviante: ma è appunto un’opinione, e dunque più che legittima.
La prima parte invece è del tutto inaccettabile: è assurdo – e molto svilente – che un uomo di trentun anni possa essere definito “baby”. Non sono più nemmeno un “giovane scrittore” – altra categoria contro cui lotto da diverso tempo – no, ora sono uno scrittore baby.
A trentun anni.
(20/10/12)