Solidarietà al LUMe

Il 25 luglio scorso la polizia ha sgomberato il LUMe, un centro sociale attivo dall’aprile 2015 e autogestito da studenti universitari, a due passi dalla Statale. Purtroppo non ero a Milano quando i fatti sono avvenuti; sono tornato poco fa e raccolgo solo ora la notizia.

Sono davvero colpito e addolorato. Ho frequentato di tanto in tanto il LUMe, specie alle bellissime serate jazz nella cripta; ne ho apprezzato subito la vivacità artistica, la grande forza di volontà dei compagni che lo gestivano, l’assenza di paraocchi ideologici, l’apertura e l’impegno.

L’offerta culturale del LUMe era ampia e a portata di tutti. Nel giro di due anni decine di ragazzi hanno rimesso a nuovo un edificio di tre piani in stato di abbandono – senza alcuno scopo di lucro – e l’hanno restituito alla città. Ora chi governa la città li ripaga così. Un gesto stupido, banale, miope: possiamo addurre tutte le ragioni di legalità che volete, e possiamo discuterle; ma dobbiamo anche addurre tutte le ragioni politiche, culturali e di aggregazione di questo spazio. Purtroppo non c’è stata discussione alcuna. Si è proceduto con la solita strada della rimozione e della semplificazione.

Qualche tempo fa ho intervistato alcuni attivisti del centro per un pezzo che uscirà quest’autunno su A – e fa male e rabbia pensare che dovrò aggiungere la precisazione dello sgombero.

Tutta la mia solidarietà a LUMe.

(Un po’ di materiale di varia natura per riflettere meglio, al di là dei tic ideologici: la lettera aperta di uno studente; una video intervista che racconta l’accaduto; un approfondimento con link a una petizione; un lungo e interessante articolo con intervista).

(29/07/17)