Una candela

Una candela si stava consumando sul quadrato di marmo rosso del pavimento della chiesa e i suoi ultimi bagliori si spegnevano in ampi cerchi di luce e buio nella profondità dello spazio, come i bagliori di una fiaccola spenta, mescolandosi con i riflessi d’oro sui pulpiti e con l’eco dei sandali dei monaci sul marmo del tempio vuoto in una armonia sepolcrale intima e straordinaria. Filip ebbe la sensazione di essere entrato nello spazio verde chiaro di un quadro a olio ancora fresco, e in quella chiesa vuota sentì il bisogno di sollevare entrambe le braccia per l’eccitazione, esaltato e inquieto per la ricchezza della nuova tavolozza che si era spalancata davanti a lui come un prezioso cofanetto ferrato.

Miroslav Krleža, Il ritorno di Filip Latinovicz.

(03/09/26)