Ieri è cominciata la Scuola popolare di scrittura organizzata da Belleville: è gratuita e in presenza nella sede di “Scomodo”, in via Jean Jaurès 22 a Milano; per partecipare basta prenotarsi sul sito. Io terrò una lezione sulla trama il 12 maggio.
A proposito di lezioni, nel Sessantotto sequestrato si trovano diversi spunti per il militante di sinistra che ancor oggi ignora o mal tollera Jan Palach; e che ancor oggi, come scrisse di allora Vittorio Foa in Questo Novecento, disperde energie giovanili “nel riscoprire e ripetere la Dottrina”. Copio dal contributo di Anna Bravo in coda al volumetto:
Dov’è finito l’amore universale del ’68 per i più deboli, gli oppressi, i vulnerabili, gli sfruttati, per chi, come usava dire allora, non aveva voce? Dov’è finita la sua capacità di condividere la loro sofferenza? In una classifica dei meritevoli — da Guevara a Mao ad Angela Davis, dai combattenti del Terzo mondo ai neri americani, alle classi operaie, ai contadini cinesi; e dei trascurabili — fra cui Praga invasa, che non ha diritto al compianto (e neppure ai diritti democratici).
“Praga è sola”, titolava il manifesto nel settembre 1969. Domando: Kyiv non è stata lasciata altrettanto sola da gran parte della sinistra? Perché ostinarsi a far classifiche di meritevoli e trascurabili?
(15/04/26)