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Domani alle 21, alla Scighera, si inaugura un workshop di ricerca fotografica e antropologica che prende spunto dal mio reportage narrativo Babele 56 (che fra qualche mese compirà cinque anni: il tempo passa).
Il corso è promosso dall'Ecomuseo Urbano di Milano, e si propone di esplorare i mutamenti identitari e culturali di due zone della città, via Imbonati e via Pellegrino Rossi: inizierà il 4 marzo e finirà il 17 giugno presso la sede di EUMM (in via Cesari 17).
Durante la serata dirò due cose riguardo il metodo e lo scopo del mio lavoro. Interverrà anche Diletta Zanelli, responsabile educativo del Museo di Fotografia Contemporanea; introduce l'antropologo e direttore del Museo dell'Agro Pontino, Alessandro Cocchieri.
(06/02/13)
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Due cose da leggere sul giornalismo: Massimo Mantellini che smonta il mal raccontato accordo fra Google e gli editori francesi, e il punto sui giornali italiani di Francesco Marinelli per il Post. (E una terza, via: On slow journalism).
Richard J. Evans, Kisses for the Duce (con l'immancabile riferimento a Berlusconi).
"Se non mangi il bordo finisci all'inferno". Le regole di Internazionale, stavolta, sono dedicata alla pizza.
L'uomo dei lupi. Foto impressionanti sull'Atlantic.
Oliver Sacks sulla memoria, per la New York Review of Books.
"Understanding is a form of resistance. So remember, carry on with the work of intelligent, loving resistance where discernment and wisdom deem it necessary". Michael Sacasas torna sul Borg Complex, ovvero tutti quei commenti saputi riassumibili nell'idea che "resistere è inutile" (e le cose andranno come devono andare).
Alcune immagini dal Mali durante il conflitto.
(03/02/13)
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Non è facile da spiegare, eppure ogni volta che torni nei posti in cui sei cresciuto - quello che potremmo definire il tuo New Jersey, un luogo che diventa sempre più uniforme, statali circondate da palazzi in costruzione e grandi centri commerciali, rotonde, gru alzate nel cielo bianco, campi di granturco erosi dai cantieri, industrie una dietro l'altra, gommisti, stazioni ferroviarie con tamarri radunati di fronte, bar schifosi, non una libreria nel raggio di chilometri e parchetti gelati di brina e villette a schiera - ogni volta che torni da queste parti è come se il paesaggio fosse un perfetto sfondo per le tue mancanze. Più ancora, una metafora. Gente che è venuta qui o ci è nata e ha ricostruito, cambiato il volto a queste strade sperando di offrire una speranza a chi sarebbe venuto dopo - la tua generazione, la prossima. Stirpi che si succedono mentre il torrente che taglia in due la periferia del paese è sempre stato nero a causa degli scarichi delle fabbriche. E certo, ti diverti anche a romanzarlo un po' e forse è solo un posto qualunque, uno come tanti nel Nord privilegiato e inutilmente dubbioso. Ma attraversandolo in auto una notte di inverno - come in ogni altra notte - riscopri il rancore che lo anima e la condanna che sembra comunicarti ogni volta: il suo vuoto e la sua inutilità sono i tuoi: le sue speranze mancate, le tue: e così i tuoi errori, la tua mediocrità, la tua rabbia, la tua cronica incapacità di essere felice.
(01/02/13)
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Giovedì 31 gennaio, alle 18h30, terrò quella che probabilmente sarà una delle ultime presentazioni di Per legge superiore - a Milano, se non altro. Non perché mi sia stancato, intendiamoci: se volete invitarmi a parlare del libro da qualsiasi parte ne sarò sempre ben felice. Semplicemente, dopo quasi un anno e mezzo, intravedo la chiusura del cerchio da questo punto di vista: è giusto e naturale.
E siccome i cerchi mi piace chiuderli come si deve, con me ci sarà la stessa persona della prima milanese: uno dei miei migliori amici, Marco Missiroli.
Ci vediamo alla Libreria Linea d'Ombra in via S. Calocero 29 (MM Sant'Agostino).
(29/01/13)
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