Stay MI AMI

Venerdì 6, sabato 7, domenica 8 - Eleanore Rigby al MI AMI 2008 - il sottoscritto arruolato e presente - un banchetto dove troverete magliette rosse inedite e il quarto numero fresco di stampa - il tutto condito da buona musica indie, allegria profusa, giovinezza. Accorrete numerosi.

(03/06/08)

 
Era un deserto al contrario, un cielo notturno

(Ho sbobinato e sbobinato, dopo una cena con gli altri e il solito schifo che mi veniva su dallo stomaco, e la solita domanda che rigirava in bocca: Per chi o perché sto facendo tutto questo?...)

E dunque eccoci qua. Anch'io con la mia ossessione del momento. Canzoni da spiaggia deturpata. Vasco Brondi. Che dire dunque di Vasco Brondi, alias Le luci della centrale elettrica? Se vi fate un giro sui principali siti italiani di musica rock e dintorni (ondarock, rocklab, rockit, indieforbunnies, etc.) più o meno vi verrà detto che questa è musica vera, che dà voce a un'amarezza radicale, che fa emergere un dolore assolutamente sincero e diffuso, pure coi limiti di una musica sostanzialmente ripetitiva, uno schema-canzone che paga dei tributi a Rino Gaetano e CCCP.

Che dire. Sono d'accordo, ma forse non è per questo che sto scrivendo queste righe. Forse è perché da tanto tempo non provavo una simile immedesimazione in canzoni che, dopotutto, non hanno molto a che vedere con la mia formazione musicale. Ogni singola nota e ogni singola parola di tre o quattro brani di questo album mi sono entrate talmente sottopelle - o meglio, la mia pelle ha riconosciuto immediatamente la consonanza con quanto provato da tempo, e che finalmente ora trovava una voce netta e pura. Questo fermo restando ogni cosa. Fermo restando limiti, tributi e accordi già sentiti. Posso dire però che di questi fermo restando non me ne frega nulla? Che per una volta mi sono sentito liberato da ogni estetizzazione, e riconciliato con la mia rabbia più terminale? Non avrei cambiato niente di questo disco. L'avrei lasciato esattamente com'era, imperfetto e bilioso com'è.

Quanto al resto e per la cronaca, condivido quanto scrive sOUNDVERITE su indie-eye.it:

"In realtà le canzoni de Le Luci Della Centrale Elettrica danno voce a un malessere profondo che non è solo quello di una persona, né tanto meno quello di una generazione, ma quello di un contesto storico – il nostro – in cui sembra essersi smarrita una continuità di senso tra un passato recente che sembra lontanissimo e un presente paradossalmente inafferrabile, refrattario e resistente alla comprensione."

In qualche modo oscuro e forse sbagliato, direi che questo disco è davvero fondamentale. Sia che si voglia sentire qualche bella canzone e qualche canzone un po' meno bella. Sia che si voglia capire cosa significa vivere ora in Italia - molto meglio di qualsiasi articolo o trattato di sociologia. Sia che si voglia sentire un po' di lirica bruciata e notturna, lirica vera, di strada, lirica di chi ha visto e sa. In ogni caso. Ascoltatelo. E' un album esagerato e radicale, ma di un radicalismo necessario - da prendere, assorbire e poi vomitare. Un album che si poteva fare soltanto a vent'anni, in culo a chi pensa cosa siano i vent'anni oggi. Soprattutto: è musica che lacera.

(...Così ho sbobinato fino a tarda notte la terzultima intervista, a un ragazzo ucraino. Sono rimasto a fissare per qualche minuto la mappa online dell'Europa - dal Portogallo a Mosca circa. Ho disegnato distanze col mouse e valutato viaggi che vorrei tanto fare e che non farò mai. Fuori la città dormiva il solito sonno alienato, coperta da uno strato di umidità e nuvole, l'ultimo traffico per la via, Nei garage a Milano nord ascoltata per l'ennesima volta).

(27/05/08)

 
BIRRino in arrivo

Il 30 maggio, a Verona, in quel del Circolo Pianeta Musica, Via XX Settembre 122, dalle ore 17 in avanti, un BIRRino organizzato dal Traghetto Mangiamerda, sotto l'alto patrocinio, come sempre, di Eleanore Rigby e FaM. Più di dodici riviste presenti - ma meno di quaranta -: e inoltre parecchio da bere, reading dal sapore dadaista, controreading dal sapore post-punk, fin troppa letteratura alternativa, un tocco di classe burbera e sapiente, strani personaggi che si addormentano con il viso fra le braccia a croce.

Se ve la sentite, noi siamo lì.

(23/05/08)

 
18 maggio 2008

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(18/05/2008)

 
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