Consigli non richiesti per i regali

Fra un mese è Natale: colgo l’occasione per fare qualche consiglio di regalo basato sulle letture e gli ascolti dell’anno in chiusura; è anche un modo per fare un po’ il punto di quanto assorbito. Non commento ogni singola scelta, altrimenti facciamo notte: se gli spunti vi stuzzicano, fate un giro online o chiedete lumi al vostro negoziante di fiducia (meglio).

1. NARRATIVA

Quest’anno ho parlato a chiunque di Nina Berberova: potete cominciare da Il giunco mormorante (Adelphi) – un piccolo capolavoro. E se come me volete recuperare alcuni classici, perché non I viaggi di Gulliver di Swift e La certosa di Parma di Stendhal: magari entrambi nell’edizione Feltrinelli magnificamente curata da Gianni Celati.

Ho amato moltissimo anche Le onde di Woolf (Einaudi) e Suite francese di Némirowsky (Adelphi): altri due grandi romanzi che mi mancavano. Aggiungo poi l’ibrido Storia naturale della distruzione di Sebald (Adelphi), Piove all’insù di Luca Rastello (Bollati Boringhieri), il torrenziale e stupendo Una vita come tante di Yanagihara (Sellerio). Tra le uscite più recenti, segnalo in particolare Patria di Aramburu (Guanda).

2. POESIA

Solo due titoli: Citizen di Claudia Rankine (66thand2nd) e un libro di qualche tempo fa, Strada lavoro di Sebastiano Gatto (Nervi Edizioni).

3. SAGGISTICA

Quest’anno sono caduti due anniversari rilevanti. Per il 1917, non vi stupirà il mio consiglio eretico: La rivoluzione uccisa di Volin (Res Gestae); per il 1977, il libro più allegro e diverso che ho letto è senz’altro Ma chi ha detto che non c’è di Manfredi (Agenzia X). Sempre di carattere più o meno storico propongo I piacentini di Pontremoli (Edizioni dell’asino), Memorie di un fuoriuscito di Salvemini (Feltrinelli) e Diario di una giurata popolare al processo delle Brigate rosse di Aglietta (io ho la vecchia edizione Milano Libri).

Politica, etica e dintorni: Disobbedienza civile di Arendt (Chiarelettere); gli Scritti scelti di Berneri (Zero in condotta); Una vita operaia di Manzini (Unicopli); L’anarchia di Ward (Elèuthera); e inevitabilmente La politica dell’impossibile di Dagerman (Iperborea).

Cultura, varie: Storia notturna di Ginzburg (ora Adelphi); Grammatica della fantasia di Rodari (Einaudi); Babele di Petrosino (il Melangolo).

Infine, un libretto indefinibile e meraviglioso: Fine pena ora di Elvio Fassone (Sellerio).

4. MUSICA

Classica: il Quartetto n. 15 di Šostakovič; le Estampes di Débussy; Oiseaux exotiques di Messiaen; gli Intégrales di Varèse; la Fantasia K397 di Mozart; la Seconda Sinfonia di Brahms; il Preludio, fuga e variazione op. 18 di Frank; l’Album per la gioventù di Schumann.

Jazz: Conference of the birds di Dave Holland; First Meditations di Coltrane; New York, N.Y. di George Russell; Stretch Music di Christian Scott; The Art of Trio vol. I di Mehldau; il Live in Paris 1964 di Roland Kirk; Solo Monk di Monk.

Rock-pop-hardcore-altro: Syr 1 dei Sonic Youth; Umber dei Bitch Magnet; Under color of official Right dei Protomartyr; il Live in Reykjavik dei This Will Distroy You; Tired of Tomorrow dei Nothing; A Deeper Understanding dei War on Drugs; So Tonight That I Might See dei Mazzy Star; Hugh of Thunder dei Broken Social Scene. Italiani? Un solo consiglio, ma vale oro: Graziosa Utopia di Edda.

5. FUMETTI

Ho letto meno fumetti del solito e sono stato un po’ sfortunato con le scelte: mi limito a consigliare Special Exits di Farmer (Eris), Da quassù la terra è bellissima di Bruno (Bao) e Isaac il pirata del grande Blain (Coconino).

(25/11/17)