Il paradosso della coscienza di questi tempi

Come ti muovi, hai l'impressione di colpire qualcuno. Ogni tuo gesto affonda o nel compromesso - e dunque, in qualche modo, nella valorizzazione di un sistema sbagliato - oppure cade nel vuoto. Cerchi di imparare e fare del tuo meglio, ma ti è richiesto molto spesso il peggio - e l'impressione è che questo trend aumenti di giorno in giorno. Uno strato virale ha sepolto non solo le cose in cui credevi (figuriamoci), ma anche i gesti più semplici. Comprare la verdura. Andare a lavoro. Parlare con la gente. Come ti muovi, come ti muovi hai l'impressione di sbagliare, che ci sia un errore di fondo incastrato in ogni singolo spostamento del tuo essere. Del resto, rimanere immobili è impossibile.

Che fare?

(09/05/08)

Novalis al Trailers FimFestival!

Prima e sostanziosa anticipazione. Novalis sarà protagonista al Trailers FilmFestival che avrà luogo come ogni anno a Catania (dal 25 al 27 settembre). La rassegna organizza un concorso dedicato alla realizzazione di un booktrailer: e quest'anno, il book è il mio.

Il comunicato stampa lo trovate ad esempio qui. E il bando sarà online da domani, sul sito del Festival. Inutile dire quanto sia contento. Giù il cappello e mille ringraziamenti all'organizzazione!

(29/04/08)

Vanga

Alberto Garlini ha chiesto agli scrittori invitati a Pordenonelegge un pezzo che definisse la propria idea di scrittura. Il tutto doveva partire da un'unica parola-simbolo. Io ho scelto vanga, il mio pezzo lo trovate qui, e lo riporto nel seguito del post...

(28/04/08)

Comunicazione di servizio

Assenza forzata dovuta a molto lavoro. Torno quanto prima con osservazioni di vario tipo e soprattutto con le carte ben scoperte in tavola. Novità importanti. E che giustificano l'eccesso di lavoro.

Nel frattempo, un po' di segnalazioni a random:

Il video del nuovo singolo degli Afterhours, Dio sia lodato.

Il programma più convincente delle prossime elezioni.

Un bell'articolo sull'autismo segnalato da Matteo.

Una magnifica recensione di Amen dei Baustelle di Gianluca Didino.

L'analisi più condivisibile riguardo al problema rom in Via Bovisasca a Milano.

Hasta pronto.

(08/04/08)

Dei Rom di Via Bovisasca, dela Sinistra, di altro

Scrivo rapidamente - fra un po' vi dirò perché scrivo rapidamente, perché non ho tempo, perché aggiorno poco il sito. In ogni caso. Venerdì scorso sono stato al campo nomadi di Via Bovisasca, Quartiere Bovisa, Milano. Una ventina di minuti, con Paolo Cognetti e un'amica, giusto il tempo di dichiararmi "giornalista" (che non sono), piazzare il registratore portatile in mezzo alla gente, e ascoltare le dichiarazioni di un paio di uomini. Poca roba. Pochissima roba, il materiale vocale ridotto a nulla - ma il materiale visivo sufficiente per farmi un'idea.

Poco dopo, appaiono alcuni scritti assolutamente da leggere: questo di Sergio Baratto, ma soprattutto quest'altro, assolutamente impeccabile, assolutamente condivisibile da cima a fondo. (Direte: ma è di un sito di preti! - io dirò: embé?).

Ancora qualche giorno, e cerco di mettere assieme le idee.

Primo punto, laterale. Odio la retorica di sinistra. Veramente. Odio il buonismo di chi scrive articoli e j'accuse da tot euro su quotidiani e settimanali socialisti con lo spirito di chi vuole schierarsi con i deboli, e poi non si muove di un millimetro dalla sua scrivania. Questa non è una posizione politica o civile. E' semplicemente odio personale. Vai invece in Via Bovisasca. Vacci. Pianta il microfono fra i topi - topi bruni, una quantità incredibile di topi che salgono e scendono dai mucchi di rifiuti in fiamme e no, che ti tagliano la strada mentre hai il braccio teso verso le bocche, e squittiscono e mangiucchiano la plastica, topi veri, ok?/em> - e poi chiediti: davvero non credi sia lamentoso il parlare degli occupanti? Certo che è lamentoso. Davvero non credi sia ipocrita il fatto che uno ti dica: "Non ho più soldi. Non ho più niente" - e ti offra una Marlboro e un sorso di Beck's? Davvero lo credi? Nel luogo più profondo della tua coscienza, davvero credi questo, o è soltanto una maschera perché credi che dire il contrario sia NON ESSERE DI SINISTRA?.

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