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L'ho messa di là con tutta la storia che c'è dietro, ma la metto anche qui. Con un grande grazie a Travis Smith.



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(09/07/08)

Più o meno, il senso di tutto

"Siccome desidero assicurarmi che la mia vita non sia priva di senso e che io non sia solo sulla terra, raccolgo le parole in un libro e ne faccio dono al mondo. Il mondo mi dà in cambio dei soldi, la fama e il silenzio. Ma che m'importa dei soldi, che m'importa di contribuire a rendere più grande e perfetta la letteratura? L'unica cosa che mi importa è quella che non ottengo mai: l'assicurazione che le mie parole hanno toccato il cuore del mondo."

Stig Dagerman, Il nostro bisogno di consolazione, p. 20.

(01/07/08)

Corto circuito

(Una mail mandata poco fa ad Andrea. Copio e incollo.)

http://www3.varesenews.it/saronno_tradate/articolo.php?id=10249

fatti un giro, merita. qua nei dintorni è tappezzato di volantini che inneggiano allo sdegno.

per notizie più approfondite (c'è un punto irrisolto): http://lombardia.indymedia.org/?q=node/7321

ma sai una cosa? sono stufo anche di parlare male dell'italia. non so se ti sei accorto di questa cosa - probabilmente sì - ma sono mesi che continuiamo a elencare cose assurde che capitano. quantomeno dai fatti di perugia (ma credo anche da molto prima). e ad ogni giro usiamo le stesse parole: a che punto siamo, ma come cazzo siamo messi, è delirante, l'italia fa schifo, siamo nella merda più totale, etc. eppure tutto segue. l'inflazione è alle stelle. la xenofobia spinta al limite più assoluto (oggi sentivo una signora litigare con un commesso del supemercato riguardo il problema rom, col commesso che cercava di spiegarle che il problema è un po' più ampio di quelli son qua solo a rubare e far casino), le prese per il culo della costituzione, il deficit totale di etica civile etc.

e noi registriamo.

e commentiamo.

eppure tutto segue. e seguirà. e noi saremo sempre qui a lamentarci e registrare.

pensavamo di essere al punto zero: siamo molto oltre.

ma anche questo è commentare e registrare. e non ci stuferemo mai davvero di farlo, come un imprenditore gretto non si stuferà mai di badare al suo utile, e un prete di predicare che dio è uno e onnipotente.

non so tu, ma io sono in pieno corto circuito mentale.

(30/06/08)

Paperino

Gastone è fortunato e brillante, ma antipatico. Paperino è sfigato e impacciato, ma simpatico. Nove volte su dieci si preferirebbe essere Paperino: vecchia storia, l'antieroe, la sfortuna come segno d'elezione, bla bla bla. Eppure, Paperino è simpatico perché qualcuno narra le sue storie. L'antieroe inizia e finisce nello spazio concettuale del racconto. Quindi, fuori da questo spazio, Paperino è soltanto uno sfigato impacciato, inconcludente e pigro, con tre nipoti a carico.

Quanto è lunga la distanza tra fallimento e bellezza? Una frase ben costruita. Quasi tutto è bello se diventa una storia, molto poco se è vissuto.

(13/06/08)

Cosa

Cosa: una delle parole-limite del linguaggio. Forse la più vaga e insieme la più aderente alla realtà. Quando cade ogni tentativo di comprensione, e non rimane che il sostituto dell'indice puntato - quella cosa lì. Ma la povertà semantica è anche un segno di resa. Di umanità. Niente sembra in grado di racchiudere un evento, e così per definirlo torniamo al concetto più elementare. Il nido dove la banalità è giustificata, perché finalmente onesta. Ho una cosa qui in mezzo allo stomaco. Sei la cosa più importante che ho. Le definizioni cadono, e restiamo soltanto noi: nudi, con i nostri sentimenti nudi, senza fronzoli, senza parole in grado di difenderci. Cose in mezzo ad altre cose.

(pubblicato sul blog di Paolo Cognetti, che vi invito a leggere)

(12/06/08)

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