Ritorno a Kafka

ImageSpesso, quando sono in una fase di confusione narrativa, o anche quando mi domando perché scrivo o in che modo sarebbe meglio farlo, torno a rileggere qualche pagina di Kafka. La ragione è semplicissima: non c'è altro scrittore al mondo con il quale senta una fratellanza così forte. Kafka per me è qualcosa di più che l'autore preferito. Faccio fatica a spiegarlo, ma è come se in ogni sua riga percepissi un'urgenza e una necessità che non sono mai riuscito a trovare da nessun'altra parte. Ho letto narratori straordinari che mi sono piaciuti più di lui: romanzi che mi hanno entusiasmato molto più del Castello, scrittori che mi hanno insegnato ben altre cose a livello tecnico: eppure. Con le pagine di Kafka ho un rapporto di ordine differente. Un rapporto elettivo, assolutamente personale. Leggo qualcosa di Kafka e insieme leggo Kafka, la persona, l'individuo: ma senza alcuna volontà di esegesi biografica, senza il desiderio di capire cosa ci sta sotto - interpretazioni psicanalitiche e tutte quelle palle lì - semplicemente lo sento. Rischio di apparire irrazionale, me ne rendo conto. Ma Kafka è l'unico scrittore che mi ha davvero fatto intendere quanto tale compito si avvicini a una virtù etica - senza per questo smettere di voler raccontare storie. Ogni parola in Kafka ha per me il suono di un mondo. Ogni singola frase. C'è lui, o l'immagine che mi sono fatto di lui, che mi conduce per mano nel suo territorio.

A volte, certo, prevale lo spirito da saggista. Mi metto a leggere testi e studi su di lui, prendo appunti, scrivo o abbozzo saggetti (uno di questi, su Odradek, sarà pubblicato a breve in rete). Il cosmo di Kafka è talmente vasto e ricco di forze e simboli da sembrare quasi inesauribile: eppure, in fondo, è così piccolo. Ed è allora che, quando sono in una fase di confusione narrativa, o quando mi domando perché scrivo, o quando soltanto voglio ricordarmi che certi fuochi possono scemare ma non si spengono mai - allora rileggo qualche pagina di Kafka. E' come tornare da un fratello maggiore conosciuto soltanto in fotografia. Un fratello maggiore partito per la guerra quando ancora tu eri in fasce, la nostalgia del non accaduto che ne illumina la figura così: quello che ti avrebbe sempre capito, quello che non ti avrebbe lasciato solo nella terra delle parole. E' come tornare a casa.

(18/11/08)

Abba, un'ultima parola

Sul numero di novembre dello Straniero potete leggere un mio pezzo sulla morte di Abdul Salam Guibre. E' soprattutto un tentativo di fare chiarezza su alcuni punti - fra cui il significato preciso di "aggravante per finalità di odio razziale" - in un dibattito che per molti versi è stato quasi nauseante.

(09/11/08)

Babele 56: in libreria e su Repubblica.it!

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Da oggi trovate Babele 56. Otto fermate nella città che cambia anche in libreria. Andate e comprate fiduciosi.

Inoltre, date un'occhiata alla video-intervista realizzata in collaborazione con Simone e Frank di Repubblica TV (che ringrazio con il cuore per l'interesse e la professionalità): un giro visuale per via Padova, su e giù dall'autobus 56, con contributi di due dei protagonisti delle mie storie. (Fra l'altro fa piuttosto ridere vedermi in video, quindi la cosa merita in ogni caso!)

(Ah, è già che ci siete, vi ricordo anche di fare un giro sul blog di Novalis: presto nuovi aggiornamenti).

(07/11/08)

Babele 56: sulla strada!

Da oggi trovate sulla strada (cioè, presso i venditori di strada di Terredimezzo) Babele 56, il mio reportage su immigrati e Milano che cambia. Innanzitutto ecco la copertina, di cui sono parecchio soddisfatto (grande anno per le copertine, questo!).

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Due parole sul libro. Si tratta di otto storie vere che ho raccolto fra l'inverno e la primavera di quest'anno: storie di immigrati a Milano, storie dei loro viaggi, dei loro lavori, dei loro sogni, del modo in cui si rapportano alla città e nel contempo la rimappano. Storie di condivisione, di crescita personale, di crolli, di esclusione e fuga. Storie. Con la trascrizione lirica di un viaggio sulla 56, il "bus degli immigrati", a fare da cornice fluttuante. (Ora il titolo è più chiaro, suppongo).

La vita in libreria del volume comincerà il 9 novembre.

(16/10/08)

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