Bruxelles

Dal 25 aprile al 20 maggio sarò a Bruxelles, ospite come writer in residence presso la casa internazionale della letteratura Passa Porta. Nel dettaglio, starò nel quartiere di Saint Gilles (non lontano dalla porta di Halle). Sono molto contento dell'opportunità.

Intanto è già previsto un incontro pubblico: il 28 aprile chiacchiero con Nathalie Skowronek dei miei ultimi romanzi.

Durante la residenza mi concentrerò sui prossimi progetti di narrativa e saggistica, ma spero anche di mandarvi qualche dispaccio dalla città.

(18/04/16)

Su "The Human Right to Dominate"

Sembra difficile provare sospetto nei confronti dell’espressione diritto umano. Cosa c’è di più universale e condivisibile, quale elemento giuridico — fin dal suo stesso nome — porta il marchio di assoluta priorità rispetto alle leggi locali? Eppure, nella pratica contemporanea, la necessità di garantire tali diritti nasconde delle contraddizioni insanabili. Il prezioso lavoro di Nicola Perugini e Neve Gordon, The Human Right to Dominate (Oxford University Press 2015, di prossima pubblicazione per nottetempo) ci aiuta a capire perché.

Il punto di partenza dei ricercatori è che esiste una relazione profonda tra diritti umani e arte politica del dominio statale. A partire dal nuovo millennio, i conservatori americani hanno iniziato a usare questo linguaggio per esercitare meglio la loro autorità: una strategia che si è diffusa rapidamente ed è stata usata anche da Marine le Pen o Geert Wilders in Olanda. In tutti i casi si tratta di sfruttare l’alfabeto universale dei diritti umani per ridurlo a un’edizione estremamente selettiva e locale, che ne garantisse l’applicazione per una determinata fetta di individui. Proprio perché l’aura di immediata giustizia che circonda tale alfabeto consente di usarlo come potentissimo strumento di organizzazione dell’autorità. Come scrivono Perugini e Gordon, “I discorsi sui diritti umani hanno il potere di modellare categorie legali e morali (vittime e carnefici), e di invertire e sovvertire la definizione del rapporto di potere nel quale sono invocate”.

[continua a leggere sul sito dello Straniero]

(29/03/16)

Scrittura digitale a Torino

L'11 e il 12 giugno terrò un corso full immersion di scrittura digitale presso la Scuola Holden, a Torino.

Se vi interessa, qui trovate tutte le informazioni. Il termine delle iscrizioni è il 30 maggio 2016.

(28/03/2016)

Gli spazi abbandonati a Milano

vuoti a perdere graphic journalism

Sul numero del 26 marzo di Pagina99 il quartino "Fuoribordo" ospita un reportage a fumetti scritto da me e Danilo Deninotti, e disegnato da un Lucio Ruvidotti in forma smagliante. (Tempo fa, sempre per Pagina99, avevamo raccontato allo stesso modo un pezzo della vita di Miles Davis).

Le quattro pagine parlano degli spazi abbandonati a Milano: case sfitte, ruderi di palazzine, edifici pubblici in disuso e così via. Un tema che appassiona tutti e tre, e che ci è sembrato particolarmente urgente da raccontare proprio ora - in un momento in cui l'idea di degrado urbano sembra concentrarsi su aspetti secondari, spesso con piatto moralismo, ignorando invece quella terribile forma di egoismo e speculazione che è lo spreco dell'edificato. Sia da un punto di vista sinceramente civile (troppe persone senza casa, troppe case senza persone) che da un punto di vista estetico (la città diventa più brutta e meno vissuta).

Se vi interessa sapere qualcosa di più sulla genesi dell'idea e il processo di lavorazione, sul sito di Pagina99 c'è una chiacchierata fra noi tre e il curatore di "Fuoribordo" Alessandro Leogrande (che ringrazio). 

(26/03/16)

Hilary Putnam

Ieri è morto il filosofo su cui mi sono laureato, Hilary Putnam. Uno dei più grandi pensatori americani del Novecento.

Per il sito di IL ho scritto un pezzo in sua memoria.

(14/03/16)

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