Viva Las Vegas

E' uscita - insieme a Il diario dei sogni di Marco Candida e a Saxophone Street Blues di Hector L. Belial - l'antologia Viva Las Vegas, primo parto dell'omonima casa editrice. La raccolta comprende racconti di Ivano Bariani, Giuseppe Bottero, Dario Buzzolan, Marco Candida, Gabriele Dada­ti, Danilo Deninotti, Giorgio Fontana, Chiara Gamberale, Elisa Genghini, Michele Governatori, Christian Mascheroni, Carlo Meli­na, Gianluca Mercadante, Gianlu­ca Morozzi, Alessio Romano. Il sottoscritto partecipa con un pezzo dal titolo Vita e morte di una sigaretta.

Tanti complimenti e auguri ad Andrea Malabaila e a tutto lo staff di Las Vegas!

(11/01/08)

Variazioni sul tema del viaggio #2. La grande domanda

Image

Scrive Marco Mancassola: «Nella piccola stanza surriscaldata del pianeta sapevi che avresti trovato ovunque la stessa inquietudine, la stessa ansia diffusa come un virus globale, e ciò che l’era contemporanea stava davvero globalizzando era in fondo una sola, eterna domanda: che ci faccio qui?» (Last love parade, p. 197).

E' senz’altro vero. Dopo il trambusto dei primi giorni, la necessità di trovare alloggio, i pomeriggi passati a gironzolare, l’esilio della lingua straniera, il viaggiatore sente inevitabilmente risorgere dentro di sé la solita questione. Inalterata. Custodita nello scrigno più riposto, con i soldi e il passaporto: che ci faccio qui?

La vera vita è altrove, diceva Rimbaud. E noi siamo qui. La città è bella, solare e calda o fredda ed elegante: ci sono locali, musica ogni notte e occasioni come frutta da cogliere, donne e amicizie e incontri interessanti. Eppure la frustrazione ci aspetta all’alba. Niente è stato risolto davvero, siamo sempre allo stesso punto. E allora vogliamo prendere a calci sassi, lattine, pacchetti di sigarette. Vogliamo strapparci i capelli di dosso. Ma forse è proprio in questo che giace la vera essenza del viaggio. Una volta accettata la sfida, l’unico modo per trovare un senso diventa inseguire una chimera. Forse, allora, è soltanto nello spazio che separa una sistemazione dall’altra — il momento stesso dello spostarsi, dell’imbracciare i bagagli, del consultare gli orari con un panino fra le mani — che si rivela davvero la vita per ciò che è. E cioè, essenzialmente, l’impossibilità di qualcosa — nel rilucere di qualcos’altro.

(Nota). Nella sua forma più delirante, questa domanda si tramuta in un dovere. In una paura costante: la paura di poter essere felici da qualche parte. Ci si costringe alla disperazione, prima che la stabilità — qualunque forma di stabilità — ci inghiotta. Questa condizione, temo, è tipica dello scrittore.

[Variazione #1]

(08/01/08)

I libri del 2007 - Note a margine

Alcune note sui libri letti quest'anno.

Ho avuto molto tempo per leggere, con una netta flessione verso l’autunno, causa l’acuirsi degli impegni lavorativi. Nel complesso, è stato un anno fantastico per la lettura — tanto quanto è stato un anno devastante per gli altri versi.

Ho scoperto molti miei colleghi giovani e meno giovani. L’impressione generale è di soddisfazione, con punte di esaltazione massima, e un problema tremendo: l’ego di alcuni. Una forma di presunzione colossale, che a volte si tramuta nel tentativo di edificare il proprio mausoleo in vita — glorificazione di ogni cosa fatta, tentativo capillare di giustificare ogni singola parola, difficoltà ad ammettere i propri errori (o platealità nell’ammetterli, cosa anche peggiore), frequente senilismo, ancora più frequente infantilismo, mancanza di autoironia.

Ho fatto alcuni incontri fondamentali. Il ciclo Sandman di Neil Gaiman è stato l’esperienza letteraria dell’anno, senza alcun paragone possibile. Credo di aver riletto l’intera serie almeno otto volte, e numerose altre a brandelli. Mi ha insegnato moltissimo e mi ha fatto comprendere come non mai l'autentico senso delle storie. Altri momenti chiave sono stati la lettura del libro di Abani, i racconti di Adam Haslett e di Stig Dagerman, l’immancabile DeLillo, poi gli struggenti Norwegian Wood e La più lucente corona di angeli in cielo, Vollmann, McCarthy, Natura morta con custodia di sax, la Kristof, etc.

Saggistica: poca roba. Le solite cose su Kafka, e alcuni libretti molto interessanti.

Pochissimi classici. Quasi nessuno a dire il vero. (Ho persino piantato lì Moby Dick).

Infine: nella lista ho citato solo Gaiman e Moore fra la pletora di fumetti e graphic novels lette, ma qui devo ricordare almeno Joe Sacco, e soprattutto l’eterno Will Eisner. Vorrei chiudere con questa frase dall’introduzione al suo volume Piccoli miracoli — una sorta di sunto, di promessa, di proposito di lavoro, nonostante ogni delusione e scetticismo:

“Mi stupisco al racconto della buona o della cattiva sorte degli amici. Mi stupisco della scomparsa e del riapparire di persone che avevo conosciuto e del miracoloso persistere di alleanze impossibili. La meraviglia di tutto ciò resiste in me e questo è già, di per sé, una meraviglia.”

(28/12/07)

"Cosa leggi di solito?" - I libri del 2007

Da un paio d'anni tengo una lista dei libri letti. Siccome mi trovo sempre in difficoltà a rispondere alla domanda "Cosa leggi di solito?", pubblico qui la lista dal 1 gennaio al 26 dicembre 2007. Questo non serve affatto a rispondere alla domanda, ma quantomeno può fornire un'indicazione di massima - dei dati grezzi. Note:

1 - L'ordine è alfabetico.

2 - Ho escluso i manoscritti, le riviste e gli albi di fumetti (grazie papà e grazie Secco per avermene prestati un sacco). Ho escluso anche parecchie graphic novels, limitandomi a citare quelle di Neil Gaiman (perché è stato il colpo di fulmine dell'anno) e quelle di Alan Moore (perché è Alan Moore).

3 - Seguirà commento.

4 - No, non è che non ho un cazzo da fare. Sto lavorando molto e ho la febbre, quindi ricopiare liste è l'unica attività che sono in grado di compiere prima di crollare a letto.

(26/12/07)

Variazioni sul tema del viaggio #1: Essere e dover essere

Image

Tempo fa avevo abbozzato una decina di variazioni sul tema del viaggio. Prosette di mezza pagina, appunti di block-notes, stralci e frammenti di vario genere. Non avevano nessuno scopo preciso, se non quello di aprire una ferita ulteriore in uno dei territori chiave della mia formazione: lo spostamento.

Ieri ci ho rimesso mano. E da oggi li pubblico qui. La cadenza, come al solito, sarà abbastanza casuale.

(17/12/07)

Cookie

Questo sito utilizza cookie di navigazione. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa alcuni cookie anonimizzati indispensabili per una buona navigazione, ma nessun tipo di tracciamento per fini pubblicitari; continuando a navigare do per scontato che per te sia okay.

2018  Giorgio Fontana   globbers template joomla