"Cosa leggi di solito?" - I libri del 2007

Da un paio d'anni tengo una lista dei libri letti. Siccome mi trovo sempre in difficoltà a rispondere alla domanda "Cosa leggi di solito?", pubblico qui la lista dal 1 gennaio al 26 dicembre 2007. Questo non serve affatto a rispondere alla domanda, ma quantomeno può fornire un'indicazione di massima - dei dati grezzi. Note:

1 - L'ordine è alfabetico.

2 - Ho escluso i manoscritti, le riviste e gli albi di fumetti (grazie papà e grazie Secco per avermene prestati un sacco). Ho escluso anche parecchie graphic novels, limitandomi a citare quelle di Neil Gaiman (perché è stato il colpo di fulmine dell'anno) e quelle di Alan Moore (perché è Alan Moore).

3 - Seguirà commento.

4 - No, non è che non ho un cazzo da fare. Sto lavorando molto e ho la febbre, quindi ricopiare liste è l'unica attività che sono in grado di compiere prima di crollare a letto.

(26/12/07)

Variazioni sul tema del viaggio #1: Essere e dover essere

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Tempo fa avevo abbozzato una decina di variazioni sul tema del viaggio. Prosette di mezza pagina, appunti di block-notes, stralci e frammenti di vario genere. Non avevano nessuno scopo preciso, se non quello di aprire una ferita ulteriore in uno dei territori chiave della mia formazione: lo spostamento.

Ieri ci ho rimesso mano. E da oggi li pubblico qui. La cadenza, come al solito, sarà abbastanza casuale.

(17/12/07)

La materia dei giorni

Image Sento la materia dei giorni. Al di là della metafora - sento proprio le ore addosso, il tempo che cola sulla pelle. E' un periodo in qualche modo germinale. Presto dovrei avere novità importanti, iniziare alcuni progetti di cui vi parlerò: ma ancora per qualche tempo mi tocca navigare a vele ammainate. Scrivo che è una mattina biancastra, come quasi tutte le mattine a Milano in questo periodo. Il cielo è lievemente gradato - nuvole di piombo leggero che lasciano falde luminose. Ti sembra di poterci affondare una lama. E intanto siedo e, con la tipica indolenza del sabato mattina, mi faccio troppe domande. La materia dei miei giorni: il lavoro in libreria, le letture, il nuovo romanzo che procede lentamente. Avrò fatto bene a fare x? Avrò fatto bene a non scegliere l'opzione y? Ho bisogno di un viaggio, e non posso farlo. Mi mancano i tempi del caos, del caos autentico e palpabile: mi mancano più di tutto i treni e la strada. Mi manca dormire in un ostello. Mi manca passare le frontiere. Mi manca la linea di sudore dello zaino sopra le spalle. Mi manca molto il Québec.

E ora qualche segnalazione mista, tanto per spezzare.

Qui una mia intervista a cura di Loris Righetto. Soggetto: Buoni propositi e altre amenità su scrittura e ispirazione.

Qui un intervento di Moresco su letteratura, realismo e finzione: da rileggere, perché ci sono alcune cose splendide e altre che non mi convincono.

Poi: è uscito il nuovo numero di Nandropausa: letteratura ruminata e risputata dai Wu Ming.

Ancora, un po' di controinformazione sul trattato di Lisbona: qui, e qui per chi legge il francese.

Infine, un consiglio a tutti gli amanti del fumetto come me. Poco tempo fa ho letto Demo di Brian Wood e Becky Cloonan. Lo so, arrivo in ritardo. Lo so, alcuni di voi l'avranno già divorato. Ma tutti quelli che non lo conoscono si precipitino in fumetteria. I protagonisti di Demo sono adolescenti problematici con poteri sconosciuti. Raccontare l'età del passaggio tramite la metafora di superpoteri impossibili da gestire non è cosa nuova, né facile da rendere. Wood e la Cloonan (con il suo tratto mangoso) ci riescono alla perfezione. Era da tempo che non leggevo delle storie così limpide e strazianti. Chapeau alla doubleshot-Bottero Edizioni, che l'ha tradotto e reso noto in Italia. Chapeau a tutte le piccole case editrici che si fanno il paiolo, ogni giorno, per diffondere cultura alternativa.

Fine. Per ora.

(15/12/07)

Down in the Dark Places

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Un flash post-Ellroy. Di nuovo sull'origine e il perché della scrittura.

(07/12/07)

Come le pitture rupestri

Qualche giorno fa mi domandavo che senso avesse continuare a scrivere. La domanda (di per sè piuttosto laconica) si basava su un apice di frustrazione dovuto a quanto vedevo attorno a me (e in me). In una recente telefonata, mio padre mi ha risposto...

(21/11/07)

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