Le quattro strade dell'etica

Mio padre mi ha proposto un puzzle morale di grande interesse. Lo ripropongo qui, nella speranza che a qualcuno di voi venga in mente una soluzione valida (non semplici abbozzi di risposta, o fucilate empiristiche a caso). Io penso sia un problema molto serio e affascinante. Forse è già stato enunciato in modo diverso - di filosofia morale ne so davvero poco - ma vale la pena rimetterlo in circolo. Quanto al sottoscritto: ora è un po' fuori fase, ma state certi che ci rimuginerà sopra a lungo...

(19/09/07)

Mio padre mi ha proposto un puzzle morale di grande interesse. Lo ripropongo qui, nella speranza che a qualcuno di voi venga in mente una soluzione valida (non semplici abbozzi di risposta, o fucilate empiristiche a caso). Io penso sia un problema molto serio e affascinante. Forse è già stato enunciato in modo diverso - di filosofia morale ne so davvero poco - ma vale la pena rimetterlo in circolo. Quanto al sottoscritto: ora è un po' fuori fase, ma state certi che ci rimuginerà sopra a lungo.



La situazione è la seguente. Posto un qualunque motivo di disaccordo fra due o più persone (poniamo due per semplicità), sembra che le uniche soluzioni a tale disaccordo siano:

(1) Mettersi d'accordo in qualche modo

(2) Cedere di spontanea volontà

(3) Ricorrere a un'autorità superiore (es. un giudice)

(4) Ricorrere alla prepotenza (la mazza, la mafia e simili)

La domanda è: esiste una quinta possibilità?

Nota.

Il problema presuppone che le due o più persone siano convinte ciascuna di aver ragione. Stando a mio padre, l'idea gli è venuta ragionando sul fatto seguente: spesso le persone non scelgono consapevolmente nessuna delle quattro strade. Più spesso ancora, scelgono una quinta soluzione "spuria": e cioè: si dannano l'anima, chiedono consigli inutili a persone incompetenti, annunciano a tutti (tranne all'avversario) che faranno fuoco e fiamme, e poi non fanno assolutamente niente. Fatto interessante, ma laterale.

Il vero problema rimane sempre quello di cui sopra. Esiste una quinta possibilità autentica, oppure no? Mistero, mistero.

Ora, non so se il problema sia formalizzabile, riducibile o enunciabile in altra maniera. Non so nemmeno se si tratti di un problema vero o soltanto di un inghippo linguistico. Inoltre ho il sospetto che il punto (2) sia integrabile concettulamente nel punto (1): ma francamente in questo periodo preferisco bere una scodella di vodka tonic e pensare ad altro, invece che dannarmi l'anima così. Ci tornerò sopra a mente più fresca. Comunque, mi piacerebbe che il problema diventasse materia di dibattito comune. Divulgatelo (nel rispetto dell'intuizione del mio caro babbo), pensateci su, proponetelo ai vostri amici dopo il caffè. E per qualunque annotazione al riguardo, non esitate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

(19/09/07)



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