1969-2019

effettivamente, allora, insieme a sedici persone comuni, morì un pezzo significativo della prima repubblica: una parte consistente dell’apparato statale passò consapevolmente nell’illegalità. Si pose come potere criminale continuando a occupare istituzioni vitali ed essendone tollerato (sono migliaia i ‘servitori dello Stato’, poliziotti, giudici, agenti segreti, politici, cancellieri, ministri, passacarte e uomini di mano che hanno cooperato per realizzare e poi coprire, depistare, insabbiare, rendere impunibile quel delitto). È da allora che l’Italia ha cessato di essere una democrazia costituzionale in senso pieno.

Così Marco Revelli nel libro Le due destre, parlando della strage del 12 dicembre 1969.

Qualche consiglio di lettura per questo giorno e per l’altro anniversario terribile, la morte di Giuseppe Pinelli: Piazza Fontana. 12 dicembre 1969: Il giorno dell’innocenza perduta di Giorgio Boatti; Bombe e segreti di Luciano Lanza (scaricabile gratuitamente sul sito di elèuthera); Piazza Fontana. Il processo impossibile di Benedetta Tobagi; La notte che Pinelli di Adriano Sofri; Prima di piazza Fontana di Paolo Morando; La bomba. Cinquant’anni di piazza Fontana di Enrico Deaglio; Una storia quasi soltanto mia di Pietro Scaramucci e Licia Pinelli; E a finestra c’è la morti. Pinelli: chi c’era quella notte di Gabriele Fuga ed Enrico Maltini.

(12/12/19)