BUONI PROPOSITI PER L'ANNO NUOVO (Mondadori 2007)



  

Scritto fra il gennaio e il maggio del 2005, racconta la possibilità di un'amicizia impossibile, la condivisione di un'estraneità. Titolo originale: "I dintorni dell'esistenza".

Né il titolo finale né la copertina sono stati scelti dal sottoscritto, che anzi li disapprova ferocemente, perché non c'entrano nulla con il contenuto doloroso e intimo del libro.

dal risvolto di copertina: "Andrea, uno studente del DAMS di Bologna bruttino e imbranato, condivide un appartamento con altri ragazzi, ma non riesce a integrarsi col gruppo e preferisce passare il tempo su Internet nel tentativo di agganciare una ragazza, che però non ha mai il coraggio di incontrare. Jules, italo-francese con un passato difficile e un presente incerto, è nato dalla breve relazione tra una giovane donna inquieta e un avventuriero che non sì e mai occupato di lui. Vive a Montpellier e gioca a poker. Cos'hanno in comune? In apparenza niente: vivono in città diverse, hanno una storia familiare diversa, interessi diversi. Sono lontanissimi l'uno dall'altro. Ma quando le loro storie si incrociano, la sera di Capodanno, in una Bologna sovreccitata dai festeggiamenti, scoprono di condividere qualcosa. Entrambi sono fuori dal coro, entrambi vivono ai margini."

Finalista al Premio Rea 2007 e al Premio Massarosa 2007.

 

"Scorrevole e ben scritto, il romanzo alterna con talento i piani temporali del presente e del passato. Ha il grande merito di non farsi tentare da soluzioni miracolistiche e di raccontare con grazia la vita, com'è." (Ivan Cotroneo, Rolling Stone)

"Due outsider, i cui destini arrivano a sfiorarsi brevemente proprio mentre il mondo esterno festeggia l'arrivo di un nuovo anno. Un romanzo che miracolosamente riesce a essere giovane e non giovanilista, i cui personaggi sembrano rispecchiare davvero i caratteri, fragili, dei loro coetanei reali." (Matteo B. Bianchi, Linus)

"pur raccontando una storia di giovani, evita ogni convenzione relativa al giovanilismo, fatto di linguaggio sporco e di luoghi comuni. La sua scrittura densa, ma anche molto legata alla quotidianità, assai contrallata, invece lo pone in grado di costruire personaggi credibili, forti, di seguirli non solo nel presente, ma di raccontarne la breve storia, tenendo il lettore incollato alla pagina." (Fulvio Panzeri, La Provincia)

   

Qui un'intervista a cura di Giuseppe Bottero. Qui un'altra, più lunga, di Federico Miozzi. E qua un dialogo con Loris Righetto e Marco Lauri.

Qui, invece, trovate il pezzo di Dispenser sul romanzo, con un breve reading del sottoscritto.

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