Perché Batman

Non furono i gadget, l'ingegno, le batmobili, le scazzottate. E nemmeno il nome o il costume. In un certo senso non furono neanche le trame, a sedurmi: mentre sfogliavo i vecchi Batman di mio padre o li leggevo dal barbiere — due o tre albi persi in un mare di rotocalchi — restavo più che altro colpito dalle atmosfere e da quella figura cupa e solitaria, immortalata sopra un doccione. Certo ci sono i grandi capolavori: Il ritorno del Cavaliere oscuro di Frank Miller, Maschere di Talbot, Killing Joke di Alan Moore, o il recente Batman: endgame di Scott Snyder. Ma nelle annate "normali" il fascino di Batman restava per me sempre un po' elusivo. Eppure lo adoravo, lo adoro. Perché?

[continua a leggere sul Corriere della sera]

(15/06/19)

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