Dalle mele marce alla cesta intera

Sull'ultimo numero di Micromega c'è un interessante articolo di Carlo Scognamiglio. Copio e incollo l'abstract:

Una decina di anni fa, durante il processo a uno dei militari statunitensi accusati di abusi in Iraq, il team della difesa coinvolse il celebre psicologo statunitense Philip Zimbardo al fine di dimostrare come vi fossero delle responsabilità non direttamente imputabili al loro assistito, bensì alla catena di comando che aveva in qualche modo predeterminato quegli esiti distruttivi. Da quella esperienza nacque il famoso The Lucifer Effect: How Good People Turn Evil nel quale Zimbardo – che già aveva familiarità con la questione, essendo stato l’ideatore del celebre esperimento carcerario di Stanford del 1971 – analizza i modi in cui ciascun individuo può trasformarsi in carnefice. Lo scopo non è quello di sottrarre il singolo alle proprie responsabilità ma di allargare la platea dei responsabili in modo da limitare il più possibile l’esercizio di tutti quei potenti condizionamenti situazionali che incidono sulla capacità di decisione dell’individuo.

Come ricorda Scognamiglio, l'esperimento di Stanford getta una luce inquietante sul modo in cui la resistenza morale del singolo si corrompa davanti a condizionamenti situazionali molto forti. E come viene ribadito nell'abstract e nel testo, ciò non significa liquidare la responsabilità individuale; bensì riflettere meglio sulla società che produce simili storture.

In particolare, il discorso aperto da Zimbardo ne L'effetto Lucifero (edito in Italia da Cortina) mette sotto osservazione le strutture gerarchiche del potere militare e politico. In che modo dei militari addestrati come quelli di Abu Ghraib si sono trasformati in orribili torturatori? Di nuovo: al netto dell'irriducibile scelta del singolo e della sua capacità di tenersi al di qua della linea della barbarie, è indispensabile considerare il modo in cui determinate organizzazioni stimolino la vaga liceità della barbarie e dell'abuso: attraverso il conformismo, l'omertà, il sistema gerarchico.

A tal proposito Scognamiglio riporta un'osservazione molto stimolante di Zimbardo: invece di ripetere la litania delle "mele marce" - e qui penso inevitabilmente al corpo poliziesco - occorre una volta per tutte mettere sotto esame l'intera "cesta": ovvero le modalità in cui il marciume viene sottilmente fabbricato, replicato magari sotto silenzio e infine difeso.

Ancora una volta, il problema è di ordine pedagogico. E se siamo così restii ad allargare lo sguardo sulle responsabilità del corpo sociale, è forse perché decenni di individualismo feroce ci hanno atomizzati al punto di ignorarlo o considerarlo uno sfondo inerte. Non lo è.

(13/01/18)

Cookie

Questo sito utilizza cookie di navigazione. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa alcuni cookie anonimizzati indispensabili per una buona navigazione, ma nessun tipo di tracciamento per fini pubblicitari; continuando a navigare do per scontato che per te sia okay.

2018  Giorgio Fontana   globbers template joomla