Epurazione e rinnovamento

Ho appena finito di scrivere un pezzo per il sessantennale di un libro cui tengo moltissimo e che non legge più nessuno, di un filosofo che è stato quasi dimenticato: Praxis ed empirismo. Il filosofo è Giulio Preti, empirista critico, e vi consiglio di mettere le mani su qualsiasi cosa abbia pubblicato: anche se purtroppo in libreria si trova ben poco. Ma in biblioteca per fortuna si trova ancora molto, e così sono andato a prendermi la raccolta di articoli resistenziali L'esperienza insegna.

Mi si accuserà di cercare soluzioni vecchie a problemi nuovi; di indulgere in una certa retorica; e così via. Ma in tempi di recrudescenza fascista, e settantun anni dall'amnistia Togliatti - che certo fu affare complesso, ma favorì non poco la continuità tra regime e Repubblica - in tempi come questi, dicevo, leggere passi come questo è un toccasana, e di retorico non ha nulla: conserva ancora tutta l'urgenza di un compito realmente democratico:

Il popolo non è veramente libero se non quando la burocrazia, trincerata dietro la muraglia inespugnabile della procedura e dei regolamenti, è sbattuta fuori e l'esecuzione della legge si svolge nella maniera il meno complicata possibile. […]
Altrimenti, ed è la prima cosa che l'esperienza insegna, cambiate pure tutto, leggi, istituzioni, "lei" o "voi", saluto romano o pugno chiuso o inchino o scappellata, cambierete i nomi delle cose, ma la sostanza, quella di cui il popolo vive, quella di cui il popolo gioisce o soffre, resta proprio come prima. Non importa il nome che avranno le vie e le piazze, importa che la vita che si svolgerà in esse sia una vita nuova, veramente nuova. E per questo ci vogliono uomini nuovi.

E ancora:

L'epurazione non è vendetta, non è neppure giustizia, nel senso che non ha soltanto il compito di eliminare dei delinquenti. Sarebbe un grave errore, errore fatale a tutta la vita del Paese il vedere l'epurazione soltanto nel suo lato negativo: l'eliminazione degli elementi fascisti dalla vita nazionale. No, l'epurazione ha prima di tutto e sopra tutto un aspetto eminentemente positivo, di supremo interesse nazionale. L'epurazione deve significare la creazione delle premesse di fatto, una scelta del materiale umano, per un'effettiva democratizzazione della vita nazionale. È da questo punto di vista che tutti i problemi relativi all'epurazione devono essere affrontati, affinché non si proceda alla cieca e arbitrariamente. Siccome non si tratta né di vendetta né di giustizia, non è possibile né perdono né clemenza.

(06/09/17)

Cookie

Questo sito utilizza cookie di navigazione. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa alcuni cookie anonimizzati indispensabili per una buona navigazione, ma nessun tipo di tracciamento per fini pubblicitari; continuando a navigare do per scontato che per te sia okay.

2017  Giorgio Fontana   globbers template joomla