Il collettivo Macao sfida la politica per ripensare Milano

Una sera piovosa di maggio a Macao c’è un poetry slam, ma quando arrivo è ancora presto e la sala principale è quasi vuota. Ha appena smesso di piovere. La luce delle lampade appese alle colonne decorate, in corrispondenza con il ballatoio del secondo piano, si mescola al chiarore che ancora filtra dal lucernario. Dietro al bancone del bar un ragazzo sta cambiando un fusto di birra; dall’altro lato della sala, un uomo comincia ad allestire il palco.

È straniante vedere questo spazio occupato, sempre così pieno di vita, immobile e silenzioso. Ed è doloroso pensare che potrebbe rimanere così per molto tempo – sgomberato. Ma è una possibilità contro la quale Macao sta lottando, provando a coinvolgere l’intera città con un’idea innovativa.

Per capire cosa sta succedendo, e perché questa vicenda non riguarda solo Milano, bisogna fare un passo indietro.

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(05/06/17)

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