Appunti per una critica dignitosa

Non è un manifesto. Sono solo alcune regole molto semplici, una modesta proposta contro la volgarizzazione feroce, la chiacchiera, la stupidità, la superficialità imperante, l'ignoranza. O forse, semplicemente, è uno sfogo. Perchè negli ultimi mesi ho letto davvero troppe recensioni idiote...

(23/04/2007) 

Non è un manifesto. Sono solo alcune regole molto semplici, una modesta proposta contro la volgarizzazione feroce, la chiacchiera, la stupidità, la superficialità imperante, l'ignoranza. O forse, semplicemente, è uno sfogo. Perchè negli ultimi mesi ho letto davvero troppe recensioni idiote...

1. Leggere prima di giudicare. Può sembrare folle, ma è il caso di ricordarlo.

2. Non stroncare per il mero gusto di farlo. E' triste, ma c'è gente che campa sulle stroncature. Che deve affossare ogni cosa, acriticamente, perchè ormai "fa parte del suo personaggio" (sorrisino, ammiccamento). Bene, per quanto mi riguarda "il suo personaggio" può anche andarsene affanculo.

3. Chiarezza. Niente "oscurità fascinosa". Nessun tentativo di barare, nascondendosi dietro paroloni smaccatamente incoerenti.

4. Non gridare. Se un lavoro è buono, non occorre mettersi a strillare o parlare dell'ennesimo capolavoro. Basta dire che è buono. O elencarne le qualità. Semplicemente.

5. Onestà intellettuale. Nessun favoritismo idiota. Piena coscienza di ogni singola parola che si dice, e tentare di dirla nel modo migliore possibile.

6. Documentazione. Se devo parlare di un libro, è bene che mi informi al riguardo e faccia delle ricerche. Anche un minimo. Ma che siano sensate.

7. Distinguere. Il sarcasmo anche feroce, la battuta scema, la sbrodolata egocentrica e l'acrimonia non vanno registrati come letture, critiche o recensioni. Una cosa è il discorso da bar (adorabile, beninteso): un'altra è parlare seriamente di un libro. Purtroppo la distinzione sembra piuttosto labile, al giorno d'oggi.

8. Imparare a tacere. Se non ho un parere preciso, o fondato, o coerente, non lo esprimo.

9. Meritocrazia. Chi è in grado di parlare bene di una cosa deve essere messo nella possibilità di farlo. Se un lavoro è buono, è buono in quanto tale.

10. Correttezza della valutazione. Se il celebre e anziano critico x si esprime in tre righe e in modo chiaramente superficiale su un libro, il suo parere non dovrebbe pesare di più di un articolo approfondito del giovane e sconosciuto critico y.

Se tutto ciò vi appare scontato, datevi un'occhiata intorno.

(23/04/2007) 

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